GIOIA TAURO – E’ passato un mese (leggi l’articolo) dal furto dei rubinetti e delle porte dei bagni pubblici della stazione di Gioia Tauro e non è stato ancora avviato un intervento di ripristino.
I pendolari ed i turisti non riescono neanche ad avvicinarsi alla zona di ingresso dei servizi igienici a causa dell’odore nauseabondo che invade l’area. I rubinetti non ci sono più, le porte neanche, i sanitari sono completamente danneggiati e le mattonelle al muro ed i pavimenti sono molto sporchi.
Il fatto che ad agosto il numero dei viaggiatori sia aumentato (come accade ogni anno per le vacanze estive) in maniera notevole non ha spinto Ferrovie dello Stato a ripristinare celermente i bagni della stazione, distrutti dal furto avvenuto la notte tra il sette e l’otto agosto. Nessun avviso indica che i bagni siano fuori servizio mentre quello per i disabili è chiuso a chiave. Anche in questo caso non c’è alcun avviso ma pare che venga aperto dai dipendenti delle Ferrovie (quando sono all’interno della stazione) su richiesta.
Rispetto a quattro settimane fa c’è da registrare il funzionamento per gran parte della giornata dell’ascensore, che in passato era spesso fuori servizio. Per poterlo utilizzare i disabili dovevano avvisare con 24 ore di anticipo le Ferrovie dello Stato, ma nella maggior parte dei casi erano costretti ad affidarsi al buon cuore dei viaggiatori che li prendevano in braccio. Anche il bagno dei disabili è chiuso a chiave. Non c’è alcun avviso ma pare che venga aperto dai dipendenti delle Ferrovie (quando sono all’interno della stazione) su richiesta.
Un mese fa, dopo aver constatato lo stato di degrado della stazione, il presidente del consiglio comunale di Gioia Tauro, Santo Bagalà, ha annunciato l’invio di una lettera al ministro dei Trasporti per illustrare la situazione e chiedere un impegno concreto per la soluzione dei problemi.